La dottoressa bionda di «Grey’s Anatomy» diventa erede della Roberts

23 12 2007

LOS ANGELES — Era da tempo che Hollywood non allevava una attrice capace di mettere d’accordo tutti e di conquistare casalinghe e donne in carriera, la platea maschile, i ragazzi che scelgono le commedie scapestrate e quelli che prediligono i film brillanti. Katherine Heigl non è solo la prediletta Dr.Isobel «Izzie» del serial di massimo successo in America (e ovunque) «Grey’s Anatomy» dove impersona la ragazza che viene da una piccola città e si batte per avere rispetto in ospedale. Quest’anno è stata la prim’attrice romantica e anche parecchio spregiudicata della commedia Molto incinta, che ha avuto le migliori critiche e ha battuto al box office quelle delle sue colleghe star maschili e femminili, facendo discutere genitori e figli sul problema dell’aborto e strappando l’applauso per la sua scelta di tenere un figlio malgrado la sua carriera di giornalista televisiva, alcolizzata dal lavoro.

Dice di se stessa: «Ho cercato di essere sullo schermo quella che sono nella vita e, se devo dare una definizione di me come donna e attrice, confesso che mi piacerebbe essere “funny and charming”, divertente e affascinante ». Consacrata dalla copertina di fine anno di Vanity Fair (Usa) che la ritrae come una diva glamour anni Quaranta, forte di diversi People Choice Award come attrice favorita della tv, di una nomination tv per i prossimi Golden Globe, della vittoria agli Emmy 2007 per la sua Izzie, sono in molti a chiedersi se il suo imminente film, 27 Dresses confermerà le aspettative. La Fox ha molto investito sulla pellicola scritta, tra l’altro, dalla stessa sceneggiatrice di Il diavolo veste Prada e dopo le anteprime-test del film diretto da Anne Fletcher, Katherine, che mai nella vita sembra turbata da qualche nevrosi competitiva o di successo, racconta.

«Credo di aver ottenuto molti consensi quest’anno perché rappresento la ragazza della porta accanto, capace però di sorprendere con toni non sempre zucchero e miele. Non è diversa la mia Jane, che di professione sembra fare la damigella d’onore ai matrimoni e voler rendere tutte le future spose felici». Quando, però, nel film, Jane scopre che la giovane sorella ha conquistato il cuore del suo datore di lavoro, l’attore e regista Edward Burns che dà un tocco intellettual-sofisticato al film, le cose mutano ed entra in scena anche James Mardsen. Dopo il serial «Ally McBeal», è per le adolescenti il principe azzurro di Enchanted mentre le loro mamme prediligono Patrick Dempsey. E qui il discorso si allarga perché il successo di tutta una generazione di attori televisivi approdati al grande schermo sta cambiando le carte in tavola del divismo. Dice Katherine: «Noi di “Grey’s Anatomy facciamo scintille non solo in sala operatoria. Dopo me e Patrick, è richiestissimo anche Jeffrey Dean Morgan, il mio paziente malato di cuore Denn, che ha fatto piangere milioni di telespettatori,ma che con Hilary Swank in P.S. I Love You è un moderno Clark Gable e ha già un fitto carnet di cine-impegni».

Sono lontani i tempi in cui l’Hollywood snob faceva attendere Goldie Hawn, che veniva dalla tv, prima di consacrarla beniamina della commedia brillante. Dice la regista di 27 Dresses: «Quest’anno, massime attrici, Glenn Close, Holly Hunter, il premio Oscar Sally Field, Kyra Sedgwick e altre hanno accettato ruoli forti sul piccolo schermo e sono tutte candidate a premi tv. In compenso, le attrici della tv hanno creato un amalgama tra i sempre più frazionati pubblici cinematografici». Conclude, spiritosa, Katherine: «Leggo che sono diventata in un sol colpo l’erede di Julia Roberts, Meg Ryan, Sandra Bullock, ma non snobberò certo la tv. Ritengo fondamentali oggi le sinergie tra i due pubblici». Aspetto romantico e carattere realistico e pratico,a fine anno si sposerà con il fidanzato musicista Josh Kelley nello Utah «dove sono cresciuta, educata alla religione mormone e dove vado sempre a riossigenarmi dopo due settimane di Los Angeles. Sì, con 27 Dresses mi sono divertita a fare le prove del suo futuro matrimonio. Mi metto sempre alla prova nelle commedie ».

fonte: corrieredellasera


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